
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atteso per annunciare una nuova serie di dazi commerciali durante un evento nel Giardino delle Rose della Casa Bianca alle 16:00 ET (20:00 GMT) di mercoledì. Secondo alcuni osservatori, questi dazi potrebbero stravolgere l’ordine commerciale internazionale basato su regole e intensificare le tensioni globali sul commercio.
Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che i dazi entreranno in vigore immediatamente dopo l’annuncio, seguiti da nuovi dazi del 25% sull’automotive — già annunciati la scorsa settimana — che saranno attivati il 3 aprile. Queste misure andrebbero a sommarsi a precedenti imposte su acciaio, alluminio e prodotti cinesi.
Molti dettagli dell’annuncio restano ancora sconosciuti, con i funzionari dell’amministrazione Trump che stanno lavorando per finalizzare i piani sui dazi, secondo quanto riferito da Reuters.
Reazioni internazionali e timori per l’economia USA
Un rapporto separato del Washington Post ha indicato che Trump starebbe considerando l’imposizione di dazi su circa il 20% delle importazioni negli Stati Uniti, mentre la CNBC ha riferito che il Segretario al Tesoro Scott Bessent avrebbe dichiarato ai legislatori che il presidente intende applicare i dazi reciproci più alti possibili sui principali partner commerciali.
Trump ha reso i dazi uno dei pilastri del suo secondo mandato, sostenendo che tali misure siano necessarie per correggere gli squilibri commerciali, aumentare le entrate statali e riportare negli USA i posti di lavoro manifatturieri persi.
In particolare, le giustificazioni della Casa Bianca si basano su:
- riduzione del deficit commerciale,
- protezione dell’industria nazionale,
- rilancio dell’occupazione manifatturiera.
Tuttavia, molti economisti avvertono che queste azioni potrebbero spingere l’inflazione al rialzo e frenare la crescita, con il rischio di far precipitare l’economia USA in recessione. Nonostante le speranze che i dazi possano essere usati come leva negoziale da parte della Casa Bianca, Unione Europea, Canada e Messico — tradizionalmente partner commerciali stretti degli Stati Uniti — hanno promesso misure di ritorsione.
L’UE, spesso nel mirino delle critiche di Trump in materia commerciale, ha dichiarato che “continuerà a cercare soluzioni negoziate, pur salvaguardando i propri interessi economici.” Martedì, l’ufficio del primo ministro canadese Mark Carney ha riferito che Carney e la presidente messicana Claudia Sheinbaum hanno discusso del piano di Ottawa per “contrastare azioni commerciali ingiustificate” da parte degli Stati Uniti.
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Effetti sul mercato e incertezza per le imprese
Le imprese hanno espresso preoccupazione per l’incertezza generale legata a questi cambiamenti di politica, sottolineando che la mancanza di chiarezza potrebbe influire su piani di spesa e assunzioni. Tra i principali timori segnalati dalle aziende ci sono:
- difficoltà nella pianificazione a lungo termine,
- blocchi nelle catene di approvvigionamento,
- aumento dei costi operativi.
Dati diffusi martedì mostrano che l’attività manifatturiera statunitense è calata a marzo, mentre il numero di offerte di lavoro è diminuito leggermente — pur rimanendo generalmente stabile — alla fine di febbraio.
“I produttori statunitensi sono sempre più preoccupati per i dazi di Trump. Stanno già causando interruzioni nelle catene di approvvigionamento, e la minaccia di ulteriori misure il mese prossimo sta minando sia la fiducia che la crescita futura”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota ai clienti.
Alcuni analisti hanno suggerito che l’evento odierno sui dazi, che Trump ha definito “Giornata della Liberazione“, fornirà finalmente chiarezza ai mercati — anche se gli osservatori più pessimisti temono che la nuova ondata di dazi possa essere più severa del previsto.
I futures azionari USA sono rimasti appena sotto la linea di parità mercoledì, segno di cautela prima degli annunci di Trump. Alle 03:41 ET, i futures del Dow erano in calo di 64 punti (-0,2%), i futures dell’S&P 500 perdevano 14 punti (-0,2%), e i futures del Nasdaq 100 scendevano di 62 punti (-0,3%). “Questo momento potrebbe rappresentare un bivio per i mercati nel breve-medio termine.
Gli ottimisti prevedono dazi limitati e mirati, che potrebbero favorire un rimbalzo delle azioni, mentre i pessimisti temono un calo netto se l’aumento dei costi andrà a danneggiare gli utili aziendali e la crescita economica”, ha dichiarato Russell Shor, Senior Market Specialist di Tradu.com.
Nel frattempo, i prezzi dell’oro sono leggermente diminuiti, ma sono rimasti vicini ai recenti massimi storici, con una persistente domanda di beni rifugio da parte degli investitori in attesa di dettagli specifici sui dazi di Trump.
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