
Che i mercati azionari stiano attraversando una fase molto difficile è oramai arcinoto. Risaputi sono anche i nomi delle quotate che stanno registrando i più ampi ritracciamenti con il settore bancario particolarmente esposto alla vendite. Quello a cui molti trader non stanno prestando l’attenzione che pure meriterebbe è la presenza di un settore che, mentre tutto va a picco, non solo non cede alle vendite ma addirittura registra un apprezzamento. Parliamo del comparto delle utility, il solo che, da quando è iniziato il ritracciamento delle borse provocato dai dazi Usa, si sta muovendo in positivo. Le varie quotate che fanno parte del comparto, dalle più pesanti in termini di market cap come Enel e Snam fino ad arrivare alle seconde linee come ad esempio Hera, sono tutte in rialzo.
Pensare che tutto questo sia un caso è un grave errore. Il comparto delle utility sta traendo beneficio proprio dal crollo di tutti gli altri settori. Sembra quasi un paradosso fare un’affermazione di questo genere ma quando le borse crollano, ecco che viene riscoperto l’appeal delle utility. Non c’è niente di strano in tutto questo. E’ normale che nelle fasi di turbolenza e incertezza, gli investitori preferiscono rifugiarsi in quei comparti più sicuri e difensivi come quello delle utility. Del resto le varie quotate del settore a partire proprio da Enel e Snam sono cresciute molto di meno rispetto a quello che hanno fatto ad esempio le banche nelle fasi rialziste di mercato.
Insomma l’attuale successo del comparto utility sta proprio nella sua natura difensiva. Storicamente è sempre accaduto che nei momenti di incertezza gli investitori optassero per una ricalibrazione del loro portafoglio vendendo i titoli cresciuti troppo (come appunto le banche) e acquistando utility.
Tra l’altro le azioni delle quotate del comparto si possono trovare sottoforma di CFD anche su broker di ultima generazione come ad esempio Eightcap.
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Morgan Stanley alza il target price su ben tre utility italiane
A prendere atto della riscoperta delle utility sono stati anche gli analisti. Gli esperti della banca d’affari Usa proprio oggi sono intervenuti su ben tre quotate del settore emettendo sempre lo stesso verdetto: rating confermato e target price alzato. Un aumento di target price significa maggiore potenziale di upside.
Ma vediamo nel dettaglio.
Tanto per iniziare, Morgan Stanley ha alzato il target price sulle azioni Enel portandolo a 8,3 euro (rating overweight confermato). Tenendo conto che le azioni Enel scambiano a 7,5 euro grazie ad un rialzo del 7,4 per cento solo nell’ultimo mese e del 25 per cento anno su anno, si deduce che c’è spazio per un potenziale rialzo di circa 0,8 euro.
Decisione simile sulle azioni A2A. Anche in questo caso c’è la conferma del rating in essere a neutral (neutrale) con targer price portato a 2,45 euro. L’utility lombarda viaggia in area 2,2 euro con una progressione di ben il 33 per cento nel raffronto anno su anno. Sia pure più limitato rispetto a quello di Enel, anche in questo caso c’è un potenziale di upside.
E infine ci sono le azioni Snam il cui prezzo obiettivo è stato portato a 5 euro pur nell’ambito di una conferma del rating underweight. Il titolo scambia a 4,9 euro con una progressione del 6 per cento nell’ultimo mese e del 10 per cento anno su anno. Il potenziale di rialzo, come si può vedere confrontando attuali quotazioni e prezzo target, è piuttosto basso.
Tirando quindi le somme, rifugiarsi sulle azioni difensive con il crollo dei mercati è una valida strategia anche in attesa di capire c’è che può accadere. Tre le tre azioni utility su cui Morgan Stanley è intervenuta, è Enel ad offrire il profilo migliore. La banca d’affari Usa, infatti, consiglia di aumentare il loro peso nel portafoglio.
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